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LIBRO-EBOOK " PANICO VINTO!" -- BLOG

dott.ssa Laura Bolzoni Codato

Dalla mia biografia

“All’apice di una brillante carriera di psicologa e di imprenditrice nel campo della comunicazione, vengo improvvisamente colpita da fortissimi attacchi di panico, che mi costringono gradualmente in un terribile processo discendente, durato dieci lunghi e terribili anni, a non guidare più la macchina, a non uscire più di casa, a interrompere il mio lavoro.

Con determinazione e coraggio, dopo aver percorso inutilmente numerose strade per trovare una soluzione e aver speso tutti i soldi che mi erano rimasti, mi incammino verso la via della soluzione.

Tutte le domande trovano la risposta nella scienza, nella consapevolezza e nell’amore.

Vinco definitivamente e completamente il panico, senza usare farmaci nè psicoterapie e creo un percorso naturale in dieci passi per uscire dagli attacchi di panico e dall’agorafobia, sperimentato con successo da numerose persone e adolescenti”.

Puoi leggere la mia storia, la ricerca e il percorso naturale per vincere gli attacchi di panico e l’agorafobia nel mio saggio “PANICO VINTO!”

panico vinto

LIBRO EBOOK di 91 pagine

LA MIA RICERCA E LA MIA ESPERIENZA SUGLI ATTACCHI DI PANICO E SULL’AGORAFOBIA

IL PANICO E’ UNA MALATTIA DA CURARE OPPURE UN PROBLEMA DA RISOLVERE?

E’ molto importante rispondere a questa domanda, perchè da qui si aprono due strade e due universi completamente diversi.

Si parte  dallo stesso inizio: l’attacco di panico, con tutta la sua sintomatologia fisica , emozionale e mentale , ma si arriva a due finali molto diversi e distanti tra loro.

Chi soffre di disturbi di panico impiega spesso molto tempo per capire che cosa gli stia veramente succedendo e una volta che comprende di essere vittima del DAP, fa fatica ad accettare che un simile angosciante evento sia arrivato, completamente inatteso, nella propria vita.

La prima reazione, dopo la confusione iniziale nella ricerca di una diagnosi di resistenza: "Non voglio accettare che sia così, non voglio che sia così".

C’è quasi un tentativo di nascondere a se stessi e soprattutto agli altri, tra cui i famigliari, di soffrire di uno strano brutto disagio.

Accanto alla resistenza, sorge una sorta di vergogna a mostrare se stessi,  colpiti da questa sfortuna.

Moltissima energia vitale viene impiegata durante l’attacco a soffocarne ogni sintomo visibile, a tentare di bloccare qualcosa che avvertiamo come ineluttabilmente potente, che sta andando  fuori dal nostro controllo.

Questo tentativo di tenere a bada l'energia vitale, quasi sempre fallisce, innescando la classica danza dei segnali neurologici, biologici, emozionali e mentali, ormai noti e caratteristici

Quello che rimane è sconforto, senso di impotenza e il timore che l'attacco di panico possa ripetersi ancora, chissà  come e chissà  quando.

A questo punto appare una possibilità  di interpretazione: scelgo di credere che sono vittima di una malattia oppure scelgo di comprendere che mi trovo di fronte a un serio problema psicologico ed esistenziale, che può avere una soluzione, meglio una risoluzione completa e definitiva?

L'interpretazione può cambiare completamente la realtà , vediamo come.

Noi creiamo il nostro mondo percepito.

Se temo di avere una malattia grave, questa credenza evocherà  in me un universo percepito fatto di ospedali, di pronto soccorso, di medici, di terapie, di farmacie e cercherà disperatamente qualcuno che, dopo avere capito che cos'ho (ed è già  un passo grandissimo), mi aiuti a guarire.

Ho percorso questa strada per molti terribili anni, cercando senza tregua chi potesse  salvarmi.

Fallimento!
Senza accorgermene ho iniziato ad alimentare il problema, a ricercare il  perchè mi fosse capitata una disgrazia simile, nel tentativo di trovare l'origine, di analizzare le cause del perchè, da psicologa e  imprenditrice  brillante, mi ritrovassi tappata in casa, senza poter uscire nemmeno di  notte a buttare il sacchetto della spazzatura, quando non c'era più nessuno in giro per  strada.

Ho provato tantissime cure e terapie, con la determinazione della disperazione senza trovare nessun vero giovamento alla mia infelice condizione.

Perchè non potevo risolvere la situazione?
Semplice, perchè  ero convinta di essere malata e di  avere un problema  irrisolvibile.

Quello che ho fatto e che ti propongo di fare, in un percorso graduale, è capire chiaramente la differenza tra la malattia, -dove ho per forza l'identità  della malata-, e il problema che si può risolvere.

Quando ho smesso drasticamente di psicoanalizzarmi, di indagare, mi sono spostata interiormente da un'altra parte.

E’ stato come girare la direzione e camminare contro vento.

Ho avuto la sensazione di dover tirar su il TITANIC finito nei fondali dell'oceano, dove forse sarei immersa ancora oggi .

Ho iniziato a CONOSCERE che cos'è un problema.

Un problema è un ostacolo davanti a una meta, davanti a un fine che mi sono posto nella vita e che stavo cercando di realizzare, ma che non ho ancora raggiunto perchè mi sono imbattuta in un LIMITE INTERIORE oppure un LIMITE ESTERNO.

In modo nascosto, in profondità  dietro la malattia quasi sempre c'è un ostacolo non superato attorno al quale ha iniziato a formarsi la tensione fisica, emozionale e mentale, la famosa ANSIA.

Prima della manifestazione degli attacchi di panico, è presente una forma di stress fisico, mentale e da prestazione e c'è anche un velo invisibile di DEPRESSIONE, un sentire che LA VITA NON MERITA DI ESSERE VISSUTA.

Ma torniamo al PROBLEMA come OSTACOLO davanti alla META.

Nella vita abbiamo dei fini, dei sogni che desideriamo realizzare.

Quando c'è un fine, appare sempre l'ostacolo da superare.

Se non mi accorgo dell'ostacolo, succede che questo diventa grande, come un grattacielo e copre la meta, rendendola INVISIBILE.

E' bene chiedersi :"Prima di avere il mio primo attacco di panico, quali fini volevo realizzare, nella mia vita, ma per LIMITI personali oppure esterni non sono riuscito a superare?"

Se non sei consapevole che è caduto un albero sulla strada dove stai viaggiando, come farai a SCAVALCARLO?

Bisogna penetrare la BARRIERA, superare il limite, vincerlo!

Bene, ti lascio con questa riflessione e con l'invito a scegliere la tua realtà : il panico come malattia oppure il panico come un problema serio, che con abilità , conoscenza e aiuto si può superare?

Ti invito a trasformare il “problema panico” nel “progetto di vincere il panico!”

IL PANICO NON E’ UNA MALATTIA FISICA, NE’ MENTALE

Chi soffre di attacchi di panico, di ansia e di agorafobia non è malato fisicamente, nè mentalmente!

Chi ha il problema panico vive le proprie giornate, spesso per molti anni, in compagnia di numerose sensazioni e sintomi spiacevoli, invalidanti, terribili sia a livello fisico, sia a livello psicologico, ma non è colpito da una malattia incurabile.

Iniziamo a conoscere e a comprendere le sensazioni legate ai sintomi.

L'attacco di panico si manifesta, improvvisamente e imprevedibilmente, con i seguenti sintomi fisici:

  • cuore che batte forte e più velocemente del solito (tachicardia-palpitazioni);
  • respiro che si ferma , difficoltà  di respirazione (iper-ventilazione)
  • sensazione di formicolio ai piedi, alle mani e al corpo
  • sensazione di stare per svenire
  • brividi di freddo lungo la schiena e in tutto il corpo
  • sensazione di essere sospesi dal terreno
  • sensazione di vertigine
  • senso di instabilità  sul terreno, su cui appoggiano i piedi
  • sensazione di sbandamento, come se il corpo pendesse su un piano leggermente inclinato
  • sensazione di ovattamento
  • sudorazione alle mani e in tutto il corpo
  • tremore muscolare
  • dolore alla nuca, come se un pugno spingesse nel cervelletto
  • anestesia alle dita delle mani, dei piedi
  • nausea, vuoto e sfarfallio allo stomaco
  • ipersensibilità .

I sintomi degli attacchi di panico derivano dall'effetto prodotto dagli ormoni adrenalina, noradrenalina, cortisolo nel sangue, utili a preparare il corpo alla lotta oppure alla fuga, di fronte a un pericolo che fa terrore.

Nell'attacco di panico e di agorafobia, tuttavia, non c'è pericolo reale, quindi l'adrenalina non viene smaltita, rimane là, a disposizione e cresce fino ad arrivare al culmine e alla catarsi emozionale e fisica, che ben conosciamo quando si scatena l'attacco di panico oppure l'attacco di ansia.

Sintomi psichici:

sensazione di essere staccati dal proprio corpo, di non riconoscere più se stessi nell' identità  abituale, dissociazione dal proprio senso di sè, senso di estraneamento a tutto ciò che viene percepito (depersonalizzazione)
sensazione di essere poco reali, di non riconoscere più la realtà  come era fino a pochi minuti prima, sensazione di trovarsi come in un sogno da svegli, quasi che il mondo si fosse avvolto da un velo di illusione, coperto dalla polverina magica che addormenta il mondo nella fiaba " La Bella Addormentata nel bosco"( derealizzazione)
senso di smarrimento interiore
sensazione che sto per morire
sensazione che sto perdendo il controllo di me stesso, del mio corpo, dei miei sentimenti
sensazione di impazzire
sensazione che qualcosa di forte, di incontrollabile sta salendo dentro di mè
perdita del senso del tempo presente
nervosismo
irritabilità 
stato di agitazione
stato di confusione
ipersensibilità  agli stimoli forti: rumori, luci (soprattutto neon), voci
stato di depressione

Pensieri che diventano preminenti e ossessivi nella mente:

"Aiuto muoio!".
"Aiuto impazzisco!".
"Adesso svengo!".
"Nessuno deve accorgersi che sto male".
"Nessuno mi può capire e aiutare".
"Non ce la farò mai!".
"Sto impazzendo!".
"Sono lontano da casa, come faccio a ritornare a casa mia in queste condizioni?".
"Non sono normale".
"Che cosa mi sta succedendo?".

Se non ci fossero i terribili e spaventosi sintomi fisici, ai quali seguono poi le interpretazioni psicologiche e mentali, il panico sarebbe quasi "sopportabile", potrebbe essere analizzato e trattato come un qualsiasi altro disturbo, risolvibile con la psicologia, la psicoterapia, terapie varie.

Allora perchè con le terapie farmacologiche e con le varie psicoterapie non si guarisce tanto facilmente e tanto velocemente ?

Perchè i farmaci agiscono per un po', calmando i sintomi, ma non risolvono definitivamente il problema, anzi spesso creano effetti collaterali che prima non c'erano e creano una dipendenza fisica e psicologica, che diventa un problema in più, che si aggiunge al disagio grave e ingombrante del panico?

La risposta è che il panico, gli attacchi di panico, l'ansia, l'agorafobia possono svanire solamente se individuiamo la VERA CAUSA CHE LI ORIGINA, solamente se arriviamo alle fonte da cui tutto si genera.

Dobbiamo comprendere che il panico è un problema multidimensionale.

Se non lo togliamo da tutte e cinque le dimensioni: corpo, emozioni, mente, relazioni, ambiente, realtà  intima e profonda di noi stessi, si ripresenterà  ancora nella nostra vita, quando meno ce lo aspettiamo, magari dopo un paio d'anni che avevamo iniziato a stare bene e speravamo di essere usciti per sempre da questo terribile incubo.

Tutto ciò che agisce sui sintomi del panico, può aiutare, alleviare, mitigare il disturbo, ma non può eliminarlo, perchè si potrà  eliminarlo per sempre solamente se saremo arrivati alla causa originaria e se  lo togliamo da tutte le dimensioni esistenziali.

Il lungo viaggio che ho percorso, in modo appassionato e disperato, mi ha condotta all'origine del panico e mi ha donato l'intuizione di come creare un percorso semplice e strutturato per uscirne fuori definitivamente e completamente.

Molte persone e adolescenti l'hanno sperimentato con successo, vincendo l'ansia e il panico.

Prima di arrivare al capolinea di questo meraviglioso percorso di crescita, ho speso centinaia di milioni e molti anni in terapie costose, ma inutili al fine della risoluzione del disturbo di panico, nel campo della medicina classica, medicina naturale, neurologia,  terapie di tutti i tipi, alimentazioni e diete, erbe, fiori, ecc...

Sono state utili per arricchire la mia conoscenza, per imparare a rilassarmi, per conoscere di più me stessa, ma assolutamente INUTILI PER GUARIRE IL PANICO, L'ANSIA E L'AGORAFOBIA!

Per questa ragione,  posso anticipare con certezza che il panico non è una malattia fisica, nè mentale, anche se presenta sintomi fisici e mentali.

La chiave magica deve impedire ai sintomi di nascere, perchè da qui poi si scatena il tutto!
Questa chiave entra e lavora nella dimensione della mente e del sistema nervoso.

Inizia facendo dei piccoli passi per cambiare ed elevare il tuo stile di vita.

Cerca di evitare l'accumularsi quotidiano dello stress fisico, emozionale e mentale.
Trova cinque minuti al giorno per sdraiarti sul divano oppure su una poltrona oppure per terra e rilassarti.

Crea uno stile di vita che coincida con ciò che tu sei e che tu vuoi realizzare. Trova la tua missione.

Fermati per un po'. Rifletti, rallenta, torna a sentire te stesso, la natura.

Limita i cibi che favoriscono l'ansia : caffè¨, cioccolata, Coca-Cola, luci al neon e sostituiscili con cioccolata senza zucchero, té verde, té alla frutta, tisane di menta e melissa, camomilla, luci con lampadine normali.

Fai movimento fisico fino a sudare ogni giorno: metti la musica preferita, canta e balla come ti piace, in modo libero, senza che nessuno ti veda, vai a correre, fai giardinaggio in modo intenso, pulisci la casa con impegno fisico, fai yoga , ginnastica, è.importante che ti impegni fino a che il tuo corpo suda, eliminando tossine.

Sono qui con te,  ti sono vicino, leggi gli articoli e i commenti. che trovi nel mio sito e nel blog,leggi e rileggi il mio libro Panico Vinto!

COME RICONOSCO L’ATTACCO DI PANICO?

Ti sei mai sentito a disagio, con il cuore in gola, il respiro che  si ferma, il corpo che vacilla interiormente come avvolto in una vertigine, i piedi che non sentono il terreno su cui appoggiarsi, le gambe che sembrano sospese, come se camminassero nell'aria, le mani che diventano quasi anestetizzate, senza vita mentre sei pervaso da un senso di irrealtà  che ti fa sentire strano, quasi dissociato in una terribile, sgradevole sensazione di morire e contemporaneamente di impazzire?

Questo è  un attacco di panico nella sua fase acuta.

E'come una violenta, silenziosa scossa di terremoto che accade dentro di te improvvisamente, imprevedibilmente , quando la tua attenzione è rilassata e distratta.

PERCHE' MI ACCADE UN TERREMOTO INTERIORE COSI' SCONVOLGENTE,  SE UN ATTIMO FA ERO TRANQUILLO?

C'è una ragione e un significato nell'apparire improvviso di questo cataclisma interno?

"Ma come mai  sto così male se non c'è nessuna ragione ?"

Tante volte mi sono fatta questa domanda e tante volte ho dovuto rispondere  a questo quesito.

Apparentemente, nel momento in cui accade l'attacco di panico non c'è una causa, non c'è un motivo, ma ho scoperto che  tutto è perfettamente programmato dal cervello, dal sistema nervoso e dalla dimensione mentale.

Andiamo per ordine, incominciamo a cercare nel nostro passato.

Ti ricordi, forse chiedendolo alla mamma e al papà , come è stata la tua prima uscita dopo che sei  nato?

Ti ricordi come è stato il tuo primo giorno di scuola?

Hai visto lo splendore silenzioso della natura oppure il rumore del traffico cittadino?

Perchè ci interroghiamo su questo?

Ha senso indagare in un passato così lontano?

Sì èmolto utile.

Perchè in quei momenti noi siamo ENTRATI IN UN MONDO nuovo, sconosciuto a fare delle cose importanti: vivere con gli altri esseri umani e studiare con i compagni.

E forse in quel momento ci siamo sentiti SOLI.

Mi scrive un visitatore del sito di 38 anni, bravo padre di famiglia, che soffre di attacchi di panico da molti anni: "Il mio primo giorno di scuola non lo ricordo, l'unica immagine che mi sovviene è quella di un bambino che tiene per mano la sua mamma e cammina non molto felice verso il suo primo giorno di scuola con una paura  di lasciare quella mano ed entrare in un nuovo mondo da solo."

Vediamo  che cosa mi aveva comunicato in una lettera precedente :l'attacco di panico mi prende e mi immobilizza quando devo affrontare un viaggio verso una meta la cui distanza da casa superiore a 20 km. La cosa succede soprattutto da solo quando sono, in compagnia mi sento protetto dal compagno di viaggio.

Non noti la somiglianza di quel vissuto che accadeva ALLORA a sei anni e di questo  che accade ORA a 38 anni?

E' lo STESSO EVENTO, che  è rimasto lì in tutti questi anni silenzioso, quasi dimenticato, TROPPO DIMENTICATO .

NON E' STATO INTEGRATO nella mente, perchè non è stato compreso,  non è stato accettato, non è stato comunicato.

La mente è fuori dal tempo e dallo spazio.

Vuoi la prova ?

Pensa a un evento felice della tua vita in cui sei stato bene? Appare subito dal nulla alla tua coscienza e ti sembra di riviverlo come allora, di essere di nuovo là.

Adesso immagina quello che farai questa sera.

Non è forse lì la tua mente, quasi avesse camminato sulla strada del tempo?

Tutto ciò che rimane sospeso nella mente chiede, URLA di essere ascoltato e rivissuto per AIUTARTI a  divenire consapevole di quello che è accaduto allora, con la maturità  di oggi.

Che cosa puoi fare?

Osserva, guarda, comprendi TE STESSO PICCOLO A SEI ANNI, parla a te stesso dicendo a quel bambino, a quella bambina tutte le parole che la mamma e il papà  avrebbero dovuto dirti, ma non hanno detto: "Adesso sei a scuola è un luogo bello con tante persone amiche, dove imparerai tantissime cose interessanti!

Sono qua con te”.

SONO QUA CON TE.

Questo ci è mancato allora.
Non abbiamo attraversato l'evento nuovo del primo giorno di scuola oppure altri episodi per noi diffcili INSIEME alla mamma e al papà .

Ecco che adesso riviviamo quello stato di disagio nel PANICO e chiediamo a qualcuno: "STAI QUA CON ME"

Se sono solo ho l'attacco, se ci sei tu non ce l'ho.

Comprendi?

Rifletti. Il primo giorno di scuola eri in uno SPAZIO grande con tanti bambini e ti sei sentito morire, ma non lo hai potuto mostrare, hai tenuto duro, hai stretto i denti, sei andato avanti.

In quel momento lo SPAZIO ti ha fatto veramente PAURA.

Ti ha fatto paura perchè eri SOLO.

E' comprensibile!

Oggi lo spazio continua a farti paura.

Ma questo problema è risolvibile se sai cos'è, perchè è nato e come lo devi affrontare.

Prova a diventare di nuovo AMICO DELLO SPAZIO, dello spazio fuori di te e dentro di te.

Sempre lo stesso autore della lettera qui sopra, il  papà  che vive nel Nord-Est, invitato da me da fare l'esercizio di rivivere il primo giorno di scuola, mi scrive :

“Buongiorno Dott.ssa
Spero abbia trascorso un ottimo week end. Qui è stato all’insegna del maltempo!!
Come da lei consigliatomi ho iniziato ad esercitarmi:
per primo sono  ritornato a quel fatidico primo giorno di scuola ed ho incontrato il Claudio piccolo. ho cercato il più possibile di immedesimarmi in quel momento e penso di esserci ben riuscito in quanto ho ricordato dei particolari che avevo dimenticato, l’ambiente, la maestra (terribile!!!!) il mio grembiule “nero”, il banco, i compagni, la classe mi sembrava veramente di essere ritornato indietro nel tempo……poi mi sono visto piccolo, solo, impaurito, smarrito come se mi chiedessi cosa stessi a fare in quel posto ed ho provato una gran pena per quel bambino….l’ho preso con me ho incominciato a rassicurarlo cercando di spiegargli che non era più solo ma c’ero io (il grande) a supportarlo in quel momento difficile ho iniziato a parlargli del perchè si trovava là me lo sono abbracciato stretto coccolato come faccio spesso con le mie bimbe ad un certo punto mentre parlavo sentivo però crescere in me un grande desiderio di piangere non l’ho fatto davanti a lui ma non appena ho riaperto gli occhi e sono ritornato nella mia stanza.

E’ stato un pianto che faceva male doloroso ma che non riuscivo a trattenere piangevo per quel bimbo solo e abbandonato sentendomi anche in colpa per averlo lasciato in quel posto.

Ma, appena terminato di piangere, ho subito sentito dentro me che il piccolo ora era più forte più coraggioso sapeva che c’ero io il grande ad aiutarlo si sentiva più tranquillo ed iniziava ad interagire con gli altri.
E’ stato difficile doloroso ma allo stesso tempo meraviglioso.

Così èandata”.

Rispondo : “Grazie! Bravo Claudio, hai fatto un ottimo lavoro! Permettiti di lasciar uscire quel dolore , piangi tutte le lacrime che non hai potuto piangere allora."

Liberati di quella sofferenza, lasciala andare, lasciala evaporare.

Non avere paura,  il dolore, quando svanisce e viene integrato,  lascia forza interiore e pace, pace con te stesso e con quella parte di te che era rimasta là abbandonata e che chiedeva il tuo aiuto, di essere accolta con amore.

 

 IL PANICO SI VINCE IN DUE: QUESTO E' UN PREZIOSO SEGRETO

E’ possibile, anche se è molto difficile,  uscire dal panico facendo un percorso in "solitaria", come ha fatto lo scalatore degli ottomila Reinhold Messner, con cui ho lavorato in passato: un uomo preciso, organizzato, molto centrato, allenato fin da bambino a scalare le montagne.

La strada più veloce e più sicura per uscire dal panico è lavorare con chi conosce molto bene l'argomento e soprattutto, con chi lo ha risolto definitivamente!

E' importante fare un progetto serio per uscire da questa situazione.

Bisogna investire nella guarigione, impegnarsi, dare, darsi, essere disposti a cambiare.

Il panico si vince completamente e definitivamente con la consapevolezza e con l'amore, supportati dalla scienza.

La consapevolezza non costa nulla,  è tua,  non ti fa dipendere da altre persone, è naturale, è reale.

L'amore è ciò di cui noi tutti siamo fatti.

LA STORIA DEI MIEI ATTACCHI DI PANICO DURATA DIECI ANNI

LA STORIA DEI MIEI DIECI ANNI IN COMPAGNIA DEL PANICO

L’ATTACCO DI PANICO AL RISTORANTE

"Durante una vacanza all'isola d'Elba in una bella estate calda, accetto l'invito a cena nel migliore ristorante di Marciana Marina.
Ho 25 anni, mi sono vestita elegante perchè gli ospiti  e gli amici sono persone ricche, professionisti di successo e sento che devo  fare bella figura.
C'è il notaio che scherza e vuole rallegrare tutti con battute divertenti e barzellette, c'è l'imprenditore che vorrebbe essere più famoso e ricco di quello che è, c'è  la moglie tradita dalla sua migliore amica, c'è il mio fidanzato distratto e.. ci sono.io, avvolta da un DISAGIO MASCHERATO, da una noia mortale.
Cerco di trasformare la relazione in un contatto umano caldo e sincero, che però non interessa nessuno e allora dico parole vuote, formali, per nulla interessanti.
Sento il profumo del mare, sono rilassata e contenta perchè sono in vacanza, sto conoscendo persone nuove.
Qualche minuto dopo mi chiedo che cosa ci sto a fare qui…tutto è finto, tutto è creato per mettersi in mostra, nesuno parla di sè ma di altro, di barche a vela, di soldi, di viaggi.
Non c'è amore.
Nessuno parla veramente di sè.
Nessuno riesce ad ascoltare gli altri, a essere se stesso.
Neanch'io!
Sento disagio, vuoto e lo combatto, reagisco, cerco di adeguarmi alla situazione, mi mostro come credo che questo pubblico vuole che io sia , mi ADATTO, peggio cerco di brillare in una realtà  recitata.
La portata di pesce non arriva mai...sento che sono qui bloccata a tavola, che non posso andarmene, che la mia libertà  è lontana, sono in prigione!
Improvvisamente.un colpo interno senza rumore al plesso solare, proprio alla bocca dello stomaco, il cuore che batte forte, forte, gli occhi che iniziano a vedere che tutto si sta dissolvendo, le orecchie sentono i rumori sempre più ovattati e dentro il sangue che pulsa...
Aiuto!!! AIUTO...
Che cosa succede?
Dove sono?
Chi sono?
Nessuno mi può aiutare, nessuno deve vedere che l'inferno che mi sta possedendo.
Corro in bagno tutta sudata, tutta confusa, le gambe sono leggere e mi danno la sensazione di fare movimenti scoordinati, goffi.
Qualcosa SI STA ROMPENDO, SENZA CONTROLLO DENTRO ME.

Questo è stato il mio secondo attacco di panico, accaduto nel bel ristorante dell’ isola d’Elba.

Torniamo alla mia vita vissuta in compagnia del panico e vediamo che cosa succede dopo quel primo episodio mentre ero nel bel ristorante di pesce all'isola d'Elba.

GLI ATTACCHI DI PANICO DIVENTANO CRONICI NELLA MIA VITA


Tornata a casa dalla vacanza, riprendo la vita quotidiana normale con la relazione di coppia, il lavoro, gli amici, lo sport.

L'episodio sembra ormai dimenticato, lontano.

Non è così, non è affatto così.

APPARE L’ ANSIA ANTICIPATORIA e IL PANICO SI ESTENDE A MACCHIA  D’OLIO IN TUTTE LE AREE DELLA MIA VITA

Dentro di me il drago chiamato panico, che non è stato nè visto in faccia nè affrontato, dorme silenzioso aspettando di ritornare alla luce quando deciderà  di farlo.

Se vuoi conoscere come continua la mia vita in compagnia del panico per dieci anni e come ho fatto a vincerlo definitivamente e completamente leggi il mio libro ’Panico Vinto!’ Lo trovi qui

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